Il percorso dell'architetto Antonino Sinicropi non si esaurisce nella pratica edilizia, ma si configura come una ricerca filosofica e tecnica sulla qualità dell'abitare. Dalle radici nel Dipartimento PAU dell'Università Mediterranea, il suo lavoro si è evoluto in una visione olistica dove il restauro del patrimonio e la rigenerazione urbana convergono verso un unico obiettivo.
Il legame con la memoria storica si manifesta nel prestigioso intervento presso la Cattedrale di Gerace. La collaborazione con la Diocesi di Locri-Gerace e con il restauratore Giuseppe Mantella ha permesso di sperimentare nuove frontiere della conservazione attraverso rilievi 3D: un ponte tra sapienza artigiana e accuratezza digitale.
La sua produzione scientifica per Springer, "Healthy Cities with Healthy Streets", definisce la strada come "Terzo Luogo". La collaborazione con l’architetto Antonio Taccone e l'esperienza come Visiting Scholar a Boston hanno permesso di declinare i modelli internazionali di Healthy Streets in strategie operative.
Influenzato da maestri come Paolo Pejrone, l'approccio al verde è strutturale: un "giardino colto" dove la biodiversità integra la sostenibilità NZEB. Parallelamente, guardando all’Isabella Stewart Gardner Museum, Sinicropi interpreta lo spazio museale come un’opera d’arte totale, un "cortile dell'anima".
Questa complessità intellettuale è alimentata dal profondo sodalizio con il professore e architetto Antonello Monaco. All'interno dell’ISAM (Istituto per l'Architettura Mediterranea), il rapporto ha superato la dimensione accademica, consolidandosi in un legame di profonda amicizia e stima: un’affinità elettiva che ha permesso di sviluppare una visione simbiotica del progetto contemporaneo.
L'impegno verso l'inclusione trova compimento nella specializzazione UDL, applicando la pedagogia speciale alla neurodiversità spaziale.
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